I gemelli in valigia

Un Capodanno tra acque calde e Città d’arte: Abano, Venezia, Padova e Verona

Nella mia vita divisa tra famiglia e professione legale, la scrittura quotidiana è precisa e razionale, ma basta un attimo di silenzio per lasciare spazio alla meraviglia: itinerari annotati, biglietti consumati dal tempo, fotografie senza filtri.

Per me viaggiare non è svago, ma un modo di vivere, un istinto che oggi prende forma nuova accanto a mio marito e ai miei gemelli, che ogni giorno mi insegnano a guardare il mondo con occhi diversi.

Da oltre trent’anni i nostri cammini si intrecciano con Agenzia Viaggi Barbarossa, una presenza costante che ha accompagnato i viaggi dei miei nonni, dei miei genitori e oggi della mia famiglia. Una tradizione che attraversa le generazioni con la stessa cura e attenzione.

Ogni partenza organizzata con loro non ha significato solo raggiungere una meta, ma costruire ricordi. Perché non sempre servono grandi distanze: a volte basta un passo fatto insieme per sentirsi già altrove, e allo stesso tempo incredibilmente vicini.

In questo cammino anche i nonni hanno avuto un ruolo importante, diverso da quello che spesso si dà per scontato. Non erano coinvolti nella routine quotidiana, ma presenti nei momenti scelti: un pomeriggio insieme, una serata speciale, una gita, una festa. Questo ha permesso loro di vivere il rapporto con i nipoti con leggerezza e piacere, trasformando ogni incontro in un tempo autentico, fatto solo di condivisione e affetto.

Era dicembre 2013, Capodanno. Noi quattro, i nonni e gli zii. La destinazione fu Abano Terme, e si rivelò una vera scoperta. Tra le acque calde e rigeneranti, decidemmo di salire su un treno e andare a visitare alcune delle meraviglie del Veneto.

Il primo giorno fu dedicato a Venezia. Quando arrivammo in Piazza San Marco, i bambini rimasero incantati, i loro occhi spalancati, e quasi senza volerlo fecero tutti un grande “Ohhh!” all’unisono, proprio come nella canzone “I bambini fanno ohhh” di Povia. Fu uno di quei momenti che restano impressi per sempre, l’espressione pura della meraviglia davanti a tanta bellezza.

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Poi ci fu Padova, con i suoi tesori nascosti e la magnifica Basilica di Sant’Antonio. Lì, i ragazzi rimasero affascinati dalla storia del santo. Passeggiando per quelle strade antiche, sembrava quasi che le loro domande non finissero mai: volevano sapere tutto, incuriositi da quella figura straordinaria. Guardarli vivere quelle emozioni insieme ai nonni e agli zii mi riempì di gioia. Erano giorni intensi, pieni di scoperte e di affetto condiviso, e ancora oggi, ripensandoci, quel “Ohhh!” spontaneo riecheggia come una nota di felicità pura.

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Piacque così tanto a tutti che l’anno dopo decidemmo di tornare nello stesso posto. Abano Terme era diventata una sorta di rifugio, un luogo di pace dove ritrovarci, ma questa volta scegliemmo di esplorare nuove città.

Una di queste fu Verona. I ragazzi si appassionarono subito alla storia di Romeo e Giulietta. Visitammo la Casa di Giulietta, con il celebre balcone, e ricordo ancora la loro curiosità nell’ascoltare quella leggenda d’amore che da secoli emoziona generazioni. Si fermarono a leggere i messaggi lasciati dai visitatori, e sembravano catturati da quella magia senza tempo.

All’Arena di Verona, imponente e silenziosa, si sedettero tra le gradinate di pietra cercando di immaginare gli spettacoli dell’antichità. Li osservavo mentre la loro fantasia correva libera, e sentivo che quel viaggio li stava arricchendo.

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Fu un altro viaggio indimenticabile, fatto di storie, scoperte e nuove emozioni.

E così, tra treni presi al volo, risate dei bambini e occhi curiosi che si illuminano davanti a una piazza o a un antico teatro, ho capito che i veri viaggi non finiscono mai: restano dentro di noi, come pagine di un libro che continuiamo a scrivere insieme, mano nella mano, generazione dopo generazione.

Alla prossima tappa del nostro cammino… vi aspetto!

Carolina Vallini